venerdì 4 aprile 2014

PD-PSE. Il simbolo cosa dovrebbe rappresentare?

E venne il giorno. Il simbolo del PSE sotto quello del PD. E' stata dunque ratificata, con l'aggiunta nel logo PD, la volontà di quel "patto federativo" che Nencini (PSI) aveva proposto al segretario Renzi (PD) al Consiglio nazionale del Partito Socialista Italiano, lo scorso 29 marzo 2014.  Operazione questa mal digerita da alcuni dirigenti socialisti della Direzione Nazionale PSI con la "corrente di sinistra" del partito guidata da Franco Bartolomei e quella "autonomista" di Bobo Craxi, ritrovati nella comune critica al segretario Nencini: in primis per via di una presunta irregolarità  nella votazione finale del documento sul quale si raccoglievano le adesioni alla proposta, mancando il numero legale e poi per una chiara volontà di liquidare il PSI senza la presentazione di liste autonome socialiste per le europee. Un patto federativo che potrebbe realmente rappresentare di fatto, secondo la tesi di Bartolomei (PSI), "la fine della nostra funzione politica e l'anticamera del nostro assorbimento nel PD" o come aggiunge Craxi (PSI) potrebbe minacciare fortemente "l'autonomia politica e organizzativa dei socialisti in Italia". Come confermato anche dal responsabile comunicazione Francesco Nicodemo (PD), la proposta è stata accettata dal Partito Democratico. Alla presentazione in grande stile della campagna elettorale del partito alle europee, Nicodemo (PD) ha annunciato il cambio di simbolo per far posto in basso alla tradizione continentale socialista anziché quella del nome "RENZI".  In seconda battuta si sono poi avute le conferme al Nazareno del vicesegretario Guerini (PD), il quale ha spiegato il senso dell'operazione PD-PSE ovvero "l'inizio di un processo federativo che porterà alla confluenza del PSI dentro il PD", avvalorando di fatto la versione dei due dirigenti socialisti. Nencini (PSI) ha risposto, con un comunicato ufficiale sul sito nazionale del PSI, dicendo che si "prede atto con soddisfazione dell'accoglimento da parte del PD della proposta di una collaborazione politica ed elettorale con il PSI" e ha ribadito che "il simbolo elettorale con cui i due partiti correranno insieme alle elezioni europee del prossimo 25 maggio, con un chiaro riferimento al partito del socialismo europeo, come da nostra richiesta, ne è la prova evidente". La seconda fase della proposta
Ma come si è arrivati in questa situazione per alcuni esaltante e per altri no? Ovviamente come tutte le strategie politiche, esistono dei lati confusi, delle zone d'ombra e dei punti chiari e netti che fanno ben sperare per il futuro. Sicuramente hanno ragione gli scettici su alcuni semplici motivi:

  • veder questo simbolo e in precedenza l'adesione al PSE del PD, è la realizzazione piena di quella critica giusta e seria condotta dai socialisti italiani in tutti questi anni dal 2007 in poi, per riaffermare la primazia a sinistra della Socialdemocrazia Europea e del Socialismo riformista italiano con i loro caratteri attuali contro la deriva ulivista e oltrista della nascita del Partito Democratico che avvalorava, con la sua concretizzazione, la tesi de "La fine della Storia" di Fukuyama del 1992. Da un punto puramente filosofico è singolare notare che solamente 10 anni dopo, nel 2002,  lo stesso Fukuyama abbia ritrattato, nel suo libro "L'uomo oltre l'uomo", il suo argomento chiave ovvero la fine della prassi storica, sottolineando come esista poi una ciclicità etico-sociale in cui l'uomo tenda naturalmente a rifarsi alle proprie origini con un ritorno a modelli preesistenti. Il Socialismo non è forse un modello etico nonché sociale di riferimento che ha portato al progresso delle condizioni di vita dell'uomo stesso? Può essere attuale un pensiero che aiuta a migliorare la condizione dei più disadattati e della classe lavoratrice? Lascio a voi la risposta;



  • non c'è stato nessun  ragionamento e nessuna conferenza programmatica di un ipotetico partito del Socialismo Europeo in Italia, senza un chiaro ancoraggio ideale al socialismo continentale e alle ragioni storiche quindi del Socialismo italiano nella sua forma partitica PSI e alla sua scelta politica culturale.
Di contro esistono delle verità e delle opportunità che difficilmente anche il più irriducibile socialista ancorato al vecchio e caro PSI deve saper cogliere ovvero il carattere diverso dagli anni trascorsi e straordinario in cui la sinistra italiana è piombata negli ultimi anni: impreparata e senza un modello di riferimento culturale


Su fratelli, su compagne, su, venite in fitta schiera; sulla libera bandiera splende il sol del PSE 
(dal Canto dei socialisti della segreteria del PSI)

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