venerdì 11 aprile 2014

PORCELLUM - ITALICUM. Proporzionale per rompere con Seconda Repubblica.

Il proporzionale come banco di prova di chi vuole rompere sul serio con gli orrori della II Repubblica.
La battaglia che sta conducendo Felice Carlo Besostri non solo contro il Porcellum e l'Italicum ma contro ogni forma di logica maggioritaria (comprese le elezioni dirette di poteri monocratici - Presidenti di Regione etc.) è una battaglia che va ben oltre la contestazione di una tecnica elettorale. E' una battaglia politica contro la riduzione drastica degli spazi di democrazia voluta dal trionfo del capitalismo finanziario globalizzato e delle tecnocrazie di cui sono diretta espressione. Se qualcuno della "sinistra per caso" dalla corrente "subacquea del PD " alla stessa SEL contesta l'Italicum, ma magari propone un ritorno del maggioritario uninominale a turno unico (con residuale recupero proporzionale) detto Mattarellum, o è in piena confusione mentale o è in malafede. E' proprio il Mattarellum , insieme all'uso esagerato ed abusivo della carcerazione preventiva ed al perverso sistema mediatico-giudiziario che ha provocato la fine di una democrazia fondata sui partiti e gli altri corpi intermedi, che andavano certo modernizzati, superando il consociativismo ed orientati verso una democrazia delle alternative di tipo europeo, ma non certo soppressi. Il bipolarismo anomalo che ne è derivato, un sistema mediatico sregolato e dipendente dai poteri forti ( da Emilio Fede a Santoro) ha minato le basi, anche culturali più profonde della nostra democrazia. A me fa ridere chi , per riparare a ciò propone impossibili ed indesiderabili ritorni a modelli neo-toglittiani (vedi il prof. Prospero, che stranamente poi convive con chi difende il maggioritario). Si tratta piuttosto di seguire la strada che negli ultimi 40 anni hanno seguito la maggior parte dei paesi europei. Un proporzionale con correzioni (ma evitando ogni premio di maggioranza), sfiducia costruttiva, legge sui partiti attuando la Costituzione (in questo modo è difendibile l'idea essenziale di un finanziamento pubblico alla politica). L'eliminazione delle elezioni dirette dei Governatori e dei sindaci. In questo quadro si può pensare ad un modifica del bicameralismo perfetto tramite l'elezione di II grado del Senato. In modo da sfuggire alla doppia trappola della demagogia renziana e del consevatorismo dei professori televisivi. Questo è comunque una battaglia su cui la Rete Socialista si sente particolarmente impegnata.

Peppe Giudice

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