Il proporzionale come
banco di prova di chi vuole rompere sul serio con gli orrori della II Repubblica.
La battaglia che
sta conducendo Felice Carlo Besostri non solo contro il Porcellum e l'Italicum
ma contro ogni forma di logica maggioritaria (comprese le elezioni dirette di
poteri monocratici - Presidenti di Regione etc.) è una battaglia che va ben
oltre la contestazione di una tecnica elettorale. E' una battaglia politica contro la riduzione drastica
degli spazi di democrazia voluta dal trionfo del capitalismo finanziario
globalizzato e delle tecnocrazie di cui sono diretta espressione. Se qualcuno
della "sinistra per caso" dalla corrente "subacquea del PD
" alla stessa SEL contesta l'Italicum, ma magari propone un ritorno del
maggioritario uninominale a turno unico (con residuale recupero proporzionale)
detto Mattarellum, o è in piena confusione mentale o è in malafede. E' proprio
il Mattarellum , insieme all'uso esagerato ed abusivo della carcerazione
preventiva ed al perverso sistema mediatico-giudiziario che ha provocato la
fine di una democrazia fondata sui partiti e gli altri corpi intermedi, che
andavano certo modernizzati, superando il consociativismo ed orientati verso
una democrazia delle alternative di tipo europeo, ma non certo soppressi. Il
bipolarismo anomalo che ne è derivato, un sistema mediatico sregolato e
dipendente dai poteri forti ( da Emilio Fede a Santoro) ha minato le basi,
anche culturali più profonde della nostra democrazia. A me fa ridere chi , per
riparare a ciò propone impossibili ed indesiderabili ritorni a modelli
neo-toglittiani (vedi il prof. Prospero, che stranamente poi convive con chi difende il
maggioritario). Si tratta piuttosto di seguire la strada che negli ultimi 40
anni hanno seguito la maggior parte dei paesi europei. Un proporzionale con
correzioni (ma evitando ogni premio di maggioranza), sfiducia costruttiva,
legge sui partiti attuando la Costituzione (in questo modo è difendibile l'idea
essenziale di un finanziamento pubblico alla politica). L'eliminazione delle
elezioni dirette dei Governatori e dei sindaci. In questo quadro si può pensare
ad un modifica del bicameralismo perfetto tramite l'elezione di II grado del
Senato. In modo da sfuggire alla doppia trappola della demagogia renziana e del
consevatorismo dei professori televisivi. Questo è comunque una
battaglia su cui la Rete Socialista si sente particolarmente impegnata.
Peppe Giudice

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