Riprendo un passo importante di Vendola al Congresso di Venezia (purtroppo non quello profondo e lacerante de Psi di Nenni della svolta autonomista del 1957). Vendola dice con il togliere falce e martello al simbolo socialista del 1987 c'era l'intenzione di aprire un partito della sinistra storica ai nuovi ceti professionali emergenti negli anni 80. Per me molto più semplicemente era una operazione di marketing politico. Comunque credo che Vendola facesse riferimento più alla Conferenza Programmatica di Rimini del 1982 del PSI. Che fu una cosa seria ed articolata non certo riducibile al semplicistico slogan sui "meriti e bisogni" (un discorso che del resto non ha inventato Martelli , ma se vogliamo si trova già nella "Critica al Programma di Gotha" di Marx). Ma non voglio andare troppo indietro nella storia. In quel convegno non c'era affato una esaltazione acritica della modernizazione. In diversi interventi (quelli di Ruffolo e Gallino soprattutto) si evidenziava il carattere contraddittorio della modernizzazione degli anni 80. Riccardo Lombardi , nella sua ultima intervista nel 1984, rilevava come la sinistra doveva comunque fare i conti con una realtà nuova della composizione sociale, frutto anche dei processi di trasformazione tecnologica e produttiva. E criticava implicitamente sia quella sinistra che si attardava alla difesa dell'esistente (l'ultimo Berlinguer è un esempio) sia quella che subiva e cavalcava acriticamente la modernizzazione. Piuttosto, per Riccardo, la sinistra doveva dotarsi di un progetto per governare in senso progressista e socialista i processi di trasformazione tecnologica e produttiva ed offrire risposte adeguate ai processi di scomposizione e ricomposizione degli assetti sociali e non ripetere all'infinito slogan inutili e ripetitivi. LO stesso dicevano due grandi sindacalisti come Carniti e Trentin. Vendola giustamente dice che il mondo degli anni 80 non esiste più da molto tempo. Oggi il ceto medio sta di fatto scomparendo. Che senso ha (aggiungo io) parlare di "merito" in una società in cui le retribuzioni sono del tutto slegato da meriti e bisogni, e sono unicamente il frutto di rapporti di forza sregolati dettati dal finanzcapitalismo (o da quello che Ruffolo e Gallino chiamano "capitalismo manageriale azionario). Con Marchionne (ma in America è generalizzato) che guadagna 400 volte più di un operaio o di un impiegato. Agli squilibri enormi prodotti dal finanzcapitalismo (vedere le retribuzioni dei manager delle banche in Italia), si accompagnano, nel ns paese gli squilibri prodotti dalla natura feudale e castale che ha assunto l'Italia della II Repubblica. Che non è certo riducibile ai costi della politica (che esistono, ma verso i quali c'è da tempo in atto una campagna volta alla delegittimazione finale della politica, che per la verità non fa molto per rscattarsi). C'è la casta dei magistrati, c'è la casta dei giornalisti di un certo tipo. I giornalisti che fanno della antipolitica il loro mestiere quanto guadagnano? Magari con i soldi dei contribuenti con la Rai o con i soldi di monopoli privati come quelli di Trochetti Provera (che sono sempre soldi sottratti ai cittadini). In conclusione quando noi parliamo di recupero di cultura socialista non ci riferiamo a quella degli anni 80, perchè oggi le condizioni sono radicalmente diverse. Del resto un craxiano doc come Ugo Intini scrisse nel 2000 un libro molto bello "la privatizzazione della politica" in cui si rilevava che non aveva più senso parlare di modernizazzione, quando la modernizzazione del finanzcapitalismo provocava una enorme regressione sociale e culturale. Ricordo che quel libro fu bollato dal non-socialista Martelli come massimalista e "bertinottiano". Ma Intini era allora nettamente più a sinistra non solo di Martelli ma anche di D'Alema che di fatto oggettivamente fu quello che maggiormente assecondò le logiche del capitalismo finanziario. Per cui oggi i postdalemiani non vengano a racontare chiacchiere. La sinistra ha bisogno di liberarsi sia di D'Alema che di Martelli. E piuttosto recuperare in pieno Lombardi.
Di Peppe Giudice
p.s.: per rileggere cosa ha detto Vendola al 3° Congresso del PSI a Venezia clicca sui link sulle agenzie che ne hanno parlato IlGiornale.it , Ilmondo.it o la diretta su RadioRadicale.it

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