mercoledì 19 giugno 2013

Movimento 5 Stelle. Ha fatto bene alla sinistra italiana?

Ma come Filippo Turati Blog che ritorna sui suoi passi e adesso battezza il M5S? Ma non aveva detto che era un movimento populista e poco incline alla prassi parlamentare? "Il vero Filippo Turati si rivolterebbe nella tomba!". So che lo avete pensato cari compagni, ma il titolo è provocatorio e non è quindi una apertura di credito o meglio un'approvazione del metodo grillino, anzi il contrario. Noi la pensiamo in modo differente, ma dobbiamo confrontarci e capire questo fenomeno che ha rivoluzionato la Politica italiana. La riflessione, ve lo dico subito, mi è venuta quando mi sono soffermato a leggere un articolo ben fatto su L'Unità del prof. Michele Prospero (vedi qui), il quale ha risposto per le rime ad un Marco Travaglio in vena polemica negli ultimi mesi proprio contro il professore, su Il Fatto Quotidiano, tacciandolo di essere un convinto togliattiano. Tralasciando il commento su Togliatti che a noi non interessa in questa sede, sembra che sia in atto ormai una "guerra ostile" tra i due giornali che invece a noi può interessare e molto, data la portata politica delle tesi in campo. Cosa c'entra? E' una divisione culturale netta che può rilanciare il sogno di un moderno partito socialdemocratico e riformista in Italia.  Sappiamo tutti dalle note vicende di Mani Pulite e che la sinistra italiana - o meglio gli elettori della sinistra italiana - da allora è stata divisa in due: chi da un lato ha avallato moralmente l'azione della magistratura contro i partiti in nome della lezione non capita di Berlinguer e Pertini e chi dall'altro lato ne sia stato vittima politica. Da questo poi si sono andate formando due ali estreme tali che, con la discesa in campo di Berlusconi, hanno agito da lobby influenti perennemente in conflitto l'una contro l'altra. I due schieramenti contrapposti di cui parlavo ovvero da una parte i giustizialisti e dall'altra i garantisti, oggi non sono più tali o meglio non sono organizzati come li abbiamo visti in questa Seconda Repubblica. La vena probabilmente critica del giornalista Travaglio e il suo famoso metodo, non sono rivolti solamente a Silvio Berlusconi, all'Andreotti mafioso, al Craxi d'annata, capri espiatori di massa di tutta l'Italia politica, ma al tentativo di dover dare contro sia alla destra che alla sinistra (PD, SEL, PSI etc...) in nome di un civismo nuovo e moralista che fa capo al M5S di Grillo & co. Se non è un fatto epocale questo, se non è uno spartiacque culturale, allora cos'è? Vogliamo ricordare come in nome del puritanesimo politico milioni di elettori seguivano in politica Di Pietro (ricordo  l'IDV all'8%) considerandolo di sinistra e intanto compravano, sempre pensando che fosse di sinistra, i libri di Travaglio? Il culmine si raggiunge poi con l'organizzazione senza collocamenti del giustizialismo politico ovvero del Movimento che ha per iconografia V per Vendetta e come mentore il comico Beppe Grillo. Una scelta questa - ed ecco il ragionamento che volevo fare- che ha spostato l'asse del populismo e del giustizialismo fuori dall'alveo dell'ex elettorato PCI. Un ritorno alle origini, un ritorno della questione sociale a sinistra - dopo venti e più anni di questione morale - unica differenziazione possibile per emergere nel panorama politico odierno senza essere tacciati di populismo spicciolo ("fuori i ladri dal Parlamento" etc...) o essere liberisti/liberal-democratici agli occhi degli elettori.
Una riorganizzazione della Sinistra italiana attorno ad un progetto condiviso ora è più che mai attuale, basta che le direttrici siano lavoro, giovani, e giustizia sociale.

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